Legge di Bilancio 2019: come cambia il regime forfetario

La Legge di Bilancio per l’anno 2019, attualmente in discussione in Parlamento, propone importanti innovazioni alla disciplina del regime fiscale forfetario, introdotto con l’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014. Queste innovazioni, nel testo che risulterà al termine della discussione parlamentare con la conseguente approvazione della Legge di Bilancio, produrranno effetto dall’anno 2019. Il regime forfetario di determinazione del reddito resta un regime naturale.

Le persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni, dovranno valutare la propria posizione fiscale, alla luce delle condizioni richieste dalla nuova disciplina.

Nel caso in cui esse risultino naturalmente ammesse al regime agevolato per l’anno 2019 potranno, attraverso una approfondita analisi, verificare l’effettiva convenienza all’adozione del regime, e cogliere, eventualmente, l’opportunità di rinunciare ad esso, optando per il regime normale di determinazione del reddito e dell’Iva.

Di seguito sono commentate le novità proposte, sulla base del testo contenuto nel Disegno Di Legge di Bilancio presentato alla Camera dei Deputati il 31 ottobre 2018.

REQUISITO DI ACCESSO AL REGIME

Dal 2019 aumenteranno i soggetti che potranno accedere al regime forfettario grazie all’innalzamento e all’unificazione delle soglie dei ricavi conseguiti e dei compensi percepiti, nonché alla eliminazione degli altri requisiti di accesso al regime fino ad oggi richiesti.

È infatti previsto che le persone fisiche esercenti attività di imprese, arti o professioni potranno accedere al regime forfetario già dal 2019 se nell’anno precedente hanno conseguito un ammontare di ricavi o hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000,00 euro.

Ancorché la norma utilizzi, con riferimento all’ammontare di ricavi, il termine “conseguito”, il criterio da utilizzare ai fini della determinazione di detto ammontare è quello proprio del regime contabile di provenienza. Conseguentemente, per le imprese ammesse alla tenuta della contabilità semplificata, assumeranno rilevanza i ricavi “incassati”, o quelli considerati tali con il metodo “del registrato”, quelli cioè che hanno concorso alla determinazione del reddito d’impresa/lavoro autonomo dell’anno precedente.

È dunque richiesto un unico requisito di accesso al regime forfetario, identico per tutte le attività.

Modificando il comma 54 dell’art 1 della L. 190/2014 la novella legislativa ha di fatto eliminato gli ulteriori requisiti fino a questo momento richiesti, quali: il limite dei 5.000,00 euro annui per le spese per prestazioni di lavoro; il limite dei 20.000,00 euro per gli investimenti in beni strumentali.

Sono confermati i gruppi di attività e le relative percentuali di redditività.

CAUSE DI ESCLUSIONE

Con la modifica della lett. d) del comma 57, art.1, L 190/2014, viene precluso l’accesso al regime ai soggetti che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, alle:

- Società di persone;

- Associazioni o imprese familiari di cui all’art 5 del TUIR;

- Società a responsabilità limitata (trasparenti e non trasparenti);

- Associazioni in partecipazione.

Si evidenziano le nuove previsioni riguardanti le imprese familiari, le associazioni in partecipazione e le SRL non trasparenti.

Per quanto riguarda le SRL non trasparenti, la nuova previsione non è frutto di una "svista", bensì di una precisa volontà politica.

Viene inoltre abrogata la causa di esclusione concernente il possesso, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente e assimilati di ammontare superiore a 30.000 euro, comunque non operante nel caso di interruzione del rapporto di lavoro.

Essa viene sostituita da una nuova previsione che esclude dal regime forfetario tutti quei soggetti che, prima di accedere al regime agevolato, hanno percepito redditi di lavoro dipendente o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di qualsiasi ammontare, e che esercitano attività di impresa, arti o professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti o, in ogni caso, nei confronti di soggetti riconducibili, direttamente o indirettamente, agli stessi datori di lavoro.

La previsione ha lo scopo di evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente o assimilato in attività di lavoro autonomo (impresa o professione).

Restano inalterate le altre cause di esclusione già previste.

Per quanto non diversamente stabilito restano invariate le disposizioni di cui alla L.190/2014, compresa, in particolare, la possibilità di richiedere l'applicazione della riduzione del 35% dei contributi IVS per artigiani e commercianti.

Considerate le rilevanti modifiche apportate alla disciplina del regime forfettario, si deve ritenere che, ai sensi dell’art. 1, c. 1, del D. Lgs. 442/97, sia data facoltà a chi ne abbia interesse, di revocare l’eventuale opzione per il regime normale espressa negli anni 2017 o 2018.


 

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